Che cosa è?
La dieta Low FODMAP è un regime nutrizionale sviluppato principalmente per gestire i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e altre problematiche gastrointestinali. L’acronimo FODMAP sta per Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols, cioè carboidrati a catena corta che sono scarsamente assorbiti nell’intestino tenue. Quando questi composti raggiungono l’intestino crasso, vengono fermentati dai batteri intestinali, causando sintomi come gonfiore, dolore addominale, gas e alterazioni delle abitudini intestinali.
Perché seguire una dieta Low FODMAP?
La dieta Low FODMAP è pensata per aiutare chi soffre di disturbi gastrointestinali ricorrenti, come gonfiore, crampi, diarrea o stitichezza, a identificare gli alimenti che possono scatenare o peggiorare i sintomi. Riducendo temporaneamente l’assunzione di FODMAP, si alleviano i sintomi, e in una fase successiva, attraverso una reintroduzione graduale, si riesce a capire quali gruppi specifici di carboidrati fermentabili sono problematici, creando un piano alimentare personalizzato.
I principali gruppi di FODMAP

Questa foto di Autore sconosciuto è concesso in licenza da CC BY-NC-ND
- Oligosaccaridi (Fruttani e GOS)
- Fruttani: presenti in grano, segale, cipolle, aglio e alcuni frutti.
- GOS (Galatto-oligosaccaridi): presenti nei legumi come ceci, lenticchie e fagioli.
- Fruttani: presenti in grano, segale, cipolle, aglio e alcuni frutti.
- Disaccaridi (Lattosio)
- Il lattosio è lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. Chi è intollerante al lattosio può soffrire di gonfiore, dolore addominale e diarrea se consuma alimenti che lo contengono.
- Il lattosio è lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. Chi è intollerante al lattosio può soffrire di gonfiore, dolore addominale e diarrea se consuma alimenti che lo contengono.
- Monosaccaridi (Fruttosio)
- Il fruttosio è lo zucchero della frutta, ed è presente in elevata quantità in mele, pere, mango, ma anche in miele e sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio.
- Il fruttosio è lo zucchero della frutta, ed è presente in elevata quantità in mele, pere, mango, ma anche in miele e sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio.
- Polioli (Sorbitolo, Mannitolo, Xilitolo, Maltitolo)
- Questi zuccheri-alcoli si trovano in frutti e verdure come prugne, cavolfiori e funghi, e sono utilizzati anche come dolcificanti nei prodotti “senza zucchero”.
- Questi zuccheri-alcoli si trovano in frutti e verdure come prugne, cavolfiori e funghi, e sono utilizzati anche come dolcificanti nei prodotti “senza zucchero”.
Come funziona la dieta Low FODMAP?
- Fase di eliminazione
Nella fase iniziale, che dura generalmente tra le 2 e le 6 settimane, si riducono o eliminano gli alimenti ad alto contenuto di FODMAP. Questo aiuta a ridurre la fermentazione intestinale e a migliorare i sintomi. - Fase di reintroduzione
In questa fase, si reintroducono gradualmente i vari gruppi di alimenti contenenti FODMAP per identificare quale specifico gruppo causa i sintomi gastrointestinali. - Fase di mantenimento
Una volta individuati i FODMAP problematici, si crea un piano alimentare personalizzato e sostenibile nel lungo periodo, che tenga conto delle tolleranze individuali e delle necessità nutrizionali.
Alimenti consigliati e da limitare
- Alimenti a basso contenuto di FODMAP:
- Proteine: carni magre (pollo, tacchino, manzo), pesce, uova.
- Grassi sani: olio extravergine d’oliva, olio di lino.
- Frutta a basso fruttosio: fragole, mirtilli, agrumi, kiwi, uva.
- Verdure a basso contenuto di FODMAP: carote, zucchine, pomodori, spinaci, peperoni.
- Cereali senza glutine: riso, quinoa, grano saraceno, avena certificata senza glutine.
- Latticini senza lattosio o formaggi stagionati (che contengono meno lattosio).
- Proteine: carni magre (pollo, tacchino, manzo), pesce, uova.
- Alimenti da evitare nella fase di eliminazione:
- Cereali: frumento, segale (per via dei fruttani).
- Legumi: fagioli, ceci, lenticchie (che contengono GOS).
- Latticini freschi (se intolleranza al lattosio).
- Frutta ad alto contenuto di fruttosio: mele, pere, mango, anguria.
- Dolcificanti: sorbitolo, mannitolo, xilitolo (presenti in molti prodotti senza zucchero).
- Verdure problematiche: cipolla, aglio, cavolfiori, funghi (per fruttani e polioli).
- Cereali: frumento, segale (per via dei fruttani).
Consigli pratici per seguire la dieta Low FODMAP
- Controlla le etichette
I FODMAP si nascondono spesso in alimenti confezionati. Controlla la presenza di ingredienti come sciroppo di mais ad alto fruttosio, lattosio, polioli (sorbitolo, xilitolo) e fibra di cicoria (inulina). - Tieni un diario alimentare
Annotare ciò che mangi e monitorare i sintomi ti aiuterà a identificare più facilmente i cibi che causano disturbi. - Evita il fai-da-te a lungo termine
La dieta Low FODMAP è restrittiva e può causare squilibri nutrizionali se seguita in autonomia per troppo tempo. È importante consultare un professionista della nutrizione (dietologo o dietista) per un monitoraggio adeguato.
Conclusione
La dieta Low FODMAP è un approccio nutrizionale efficace per chi soffre di disturbi gastrointestinali, in particolare la sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Attraverso le fasi di eliminazione, reintroduzione e mantenimento, questa dieta permette di identificare gli alimenti problematici e di creare un piano alimentare su misura, migliorando la qualità della vita. Ricorda di farti seguire sempre da un professionista per evitare carenze nutrizionali e ottimizzare la tua salute intestinale.
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