Il recente studio su larga scala Coffee and Tea Intake, Dementia Risk, and Cognitive Function, primo autore Yu Zhang e pubblicato su JAMA, indica che la caffeina potrebbe offrire una protezione cerebrale, ma resta solo un elemento nel mosaico della prevenzione, non una soluzione miracolosa[1][2].
Lo studio ha seguito oltre 130.000 operatori sanitari negli Stati Uniti per ben 43 anni, raccogliendo dati su dieta, abitudini di vita e funzioni cognitive ogni 2-4 anni attraverso questionari di autovalutazione e test oggettivi di memoria. Durante questo lungo periodo di osservazione sono emersi oltre 11.000 casi di demenza, permettendo di analizzare con robustezza statistica il legame tra consumo di caffeina e rischio di declino cognitivo[1][3][4][2].
I risultati hanno mostrato che, rispetto a chi assumeva poca o nulla caffeina, chi beveva 2-3 tazze di caffè al giorno (equivalenti a circa 3-4 espressi italiani) riduceva il rischio di demenza del 18-19%, mentre il consumo di 1-2 tazze di tè al giorno lo abbassava del 14-15%[1][5][4][2].
In termini pratici, nel gruppo con maggior consumo di caffè si osservavano circa 141 casi di demenza ogni 100.000 persone-anno, contro i 330 casi nel gruppo con consumo minimo di caffeina[1][4].
L’effetto protettivo persisteva anche con consumi leggermente più elevati, fino a 5 tazze di caffè al giorno, ma senza benefici aggiuntivi oltre questa soglia, suggerendo l’esistenza di un “effetto plateau”[1][4][6].
Un dato particolarmente interessante è che l’associazione protettiva non si osservava con il caffè decaffeinato, confermando il ruolo chiave della caffeina come principale responsabile dell’effetto neuroprotettivo[1][7][2].
L’associazione favorevole valeva anche per chi possiede la variante genetica APOE4, notoriamente associata a un rischio 2-3 volte maggiore di sviluppare la malattia di Alzheimer. Questo suggerisce che l’effetto della caffeina non dipende dalla predisposizione genetica individuale[2].
| Consumo giornaliero | Riduzione rischio | Note |
| 0 tazze caffè/tè | Riferimento (base) | – |
| 2-3 tazze caffè | -18-19% | Equivalente a 3-4 espressi[1][5] |
| 1-2 tazze tè | -14-15% | Beneficio simile al caffè[1][2] |
| 5 tazze caffè | -18% | No protezione extra[4][6] |
Table 1: Consumo di caffeina e riduzione del rischio di demenza
Oltre alla riduzione del rischio di demenza diagnosticata, chi consumava più caffè o tè con caffeina riportava meno frequentemente sensazioni di “annebbiamento mentale” e otteneva punteggi leggermente migliori nei test oggettivi di memoria, con un declino cognitivo stimato più lento di circa 7 mesi nelle donne over 70 sottoposte ai test neuropsicologici[1][5][2].
Meccanismi biologici possibili
La caffeina esercita il suo effetto principale bloccando i recettori dell’adenosina a livello cerebrale, modulando diversi processi neurobiologici che potrebbero contribuire a rallentare l’invecchiamento cerebrale[4][2][8][9]:
- Riduzione della neuroinfiammazione cronica
- Miglioramento del flusso sanguigno cerebrale
- Ottimizzazione del rilascio di neurotrasmettitori
- Potenziamento della sensibilità insulinica (protettiva contro il diabete, fattore di rischio per la demenza)
Inoltre, caffè e tè apportano quantità significative di polifenoli e altre molecole bioattive con proprietà antiossidanti, che potrebbero avere effetti sinergici con la caffeina[2][10].
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che si tratta di uno studio osservazionale, che documenta un’associazione ma non dimostra un nesso di causalità diretta. Lo studio non ha considerato tutti i possibili fattori confondenti, come l’assunzione di specifici farmaci da parte dei partecipanti[1][2].
Consigli pratici per il consumo
Per un adulto sano senza controindicazioni specifiche, il consumo di 2-3 espressi (o 3 tazze di caffè filtro) distribuiti nell’arco della giornata fino al primo pomeriggio rappresenta la quantità che massimizza i potenziali benefici cognitivi minimizzando gli effetti collaterali come insonnia, ansia o tachicardia[5][2][6][10].
- Evitare il consumo se: presenza di aritmie cardiache, reflusso gastroesofageo significativo, ipertensione non controllata, disturbi d’ansia importanti, gravidanza
- Timing ottimale: distribuire il consumo nella mattinata e primo pomeriggio, evitando le ore serali per non interferire con il sonno
- Integrazione nella dieta: il caffè non sostituisce uno stile di vita sano, ma si integra in un modello alimentare protettivo come la dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, pesce, olio extravergine d’oliva e cereali integrali
È importante ricordare che la caffeina è un alleato modesto nella prevenzione del declino cognitivo, non un sostituto di altri interventi fondamentali come l’attività fisica regolare, il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, la stimolazione cognitiva e le relazioni sociali[2][8].
Il caffè non rappresenta una “polizza assicurativa” contro la demenza, patologia che oggi colpisce circa 55 milioni di persone nel mondo e che secondo le proiezioni potrebbe triplicare entro il 2050. Tuttavia, all’interno di uno stile di vita complessivamente sano, può rappresentare un piccolo ma piacevole contributo nel complesso puzzle della longevità cognitiva[1][2].
Come sottolineano gli autori dello studio, l’entità dell’effetto osservato è modesta e la prevenzione della demenza richiede un approccio multifattoriale che integri alimentazione equilibrata, attività fisica, controllo metabolico, sonno di qualità e impegno cognitivo continuativo[2][8].
[1] PubMed: Coffee and Tea Intake, Dementia Risk, and Cognitive Function. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41661604/
[2] Cronache di Scienza: Bere 2-3 tazze di caffè al giorno associato a rischio minore di demenza e migliore funzione cognitiva. https://www.cronachediscienza.it/2026/02/11/bere-2-3-tazzine-di-caffe-al-giorno-associato-a-rischio-minore-di-demenza-e-migliore-f
[3] Harvard Gazette: Drinking 2-3 cups of coffee a day tied to lower dementia risk. https://news.harvard.edu/gazette/story/2026/02/drinking-2-3-cups-of-coffee-a-day-tied-to-lower-dementia-risk/
[4] WCHSB Insights: Coffee and Tea: Lowering Dementia Risk with Caffeine. https://insights.wchsb.com/2026/02/19/coffee-tea-and-dementia-risk-what-43-years-of-data-tell-us/
[5] The New York Times: 2 to 3 Cups of Coffee a Day May Reduce Dementia Risk. But Not if Decaf. https://www.nytimes.com/2026/02/09/health/coffee-tea-dementia-risk.html
[6] GPnotebook: Coffee and dementia risk – GPnotebook. https://gpnotebook.com/en-AU/pages/cardiovascular-medicine/coffee-and-dementia-risk
[7] JAMA Network: Caffeine consumption linked to reduced dementia risk and improved cognitive function. https://www.linkedin.com/posts/jamanetwork_dementia-cognitive-activity-7427682892232925185-gRk6
[8] Nature: Coffee linked to slower brain ageing in study of 130,000 people. https://www.nature.com/articles/d41586-026-00409-y
[9] Drug Discovery Trends: JAMA study finds moderate caffeine intake tracks with lower dementia risk, provides adenosine receptor insights. https://www.drugdiscoverytrends.com/jama-study-finds-moderate-caffeine-intake-tracks-with-lower-dementia-risk-provides-adenosine
[10] Equivalente.it: Tè e caffè fanno scudo contro la demenza. https://www.equivalente.it/it/news/5227-te-e-caffe-fanno-scudo-contro-la-demenza.html

